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June 02 " C'era una volta in America "![]() Si tratta della memoria storica del protagonista, che nel 1968 ritorna dopo trentacinque anni, oramai anziano, sui luoghi che lo hanno visto crescere e diventare, da piccolo teppista di periferia, uno spregiudicato gangster. Ma si tratta anche della "memoria ebraica": quella di Noodles, cresciuto nel Lower East Side, il quartiere ebraico di New York, ma in senso lato anche quella di Sergio Leone, che ha voluto così ricordare le sue lontane ascendenze culturali. Intanto, "C'era una volta in America" è soprattutto il film della maturità artistica di Leone e rappresenta in qualche modo il suo testamento spirituale.
La produzione artistica di Leone si conclude così con un sorriso nostalgico ed al tempo stesso ironico: quello di Noodles nella fumeria d'oppio con cui finisce ed incomincia il suo ultimo film. Sul teatrino delle ombre cinesi, dietro cui si nasconde la fumeria, il Bene e il Male si contendono il mondo, fino a confondersi nella lotta.
Noodles si risveglia dai fumi dell'oppio appena in tempo per sfuggire a dei sicari che lo stanno braccando. Ha appena tradito i suoi compagni di affari con una soffiata alla polizia. Durante l'ultimo consegna di liquori, che per loro doveva segnare la fine del proibizionismo, Noodles pensa bene di farli arrestare. Ci sarà una sparatoria e tutti e tre finiranno carbonizzati nell'incendio del mezzo che doveva servire al trasporto della merce.
Sulle note di "Yesterday" dei Beatles, Noodles fa ritorno trentacinque anni dopo a New York, a seguito di una lettera che lo avverte del trasferimento del cimitero ebraico. Noodles credeva di aver fatto perdere le proprie tracce, ma evidentemente si sbagliava: qualcuno lo ha voluto richiamare dal passato, e adesso vuole sapere chi è e perché lo ha fatto.
E' nel Lower East Side che Noodles aveva intrapreso, non ancora adolescente, la carriera di gangster; prima al servizio di Bugsy, il solito bullo di periferia, e poi in società con Patsy, Cockeye, Dominic e Max, un giovane appena giunto nel quartiere che si distingue subito rubando la piazza a Bugsy. A pagare cara l'intraprendenza di Max saranno però Dominic e Noodles. Estromesso dagli affari della banda, Bugsy si vendica appunto su Dominic, mentre Noodles, che uccide a sua volta Bugsy, sconterà dieci anni di carcere. ![]() Da ragazzo Noodles nutriva una forte passione per Deborah, la sorella di Moe. Se dopo l'omicidio di Bugsy egli ha potuto resistere in prigione per dieci anni, lo deve soprattutto al ricordo di lei e alla speranza di poterla un giorno abbracciare. All'uscita dal carcere, Noodles aveva trovato ad attenderlo gli amici Max, Patsy e Cockeye, che nel frattempo avevano allargato il giro di affari della banda dedicandosi allo spaccio di alcolici. Al bar di Moe, incontra poi anche Deborah, che è oramai una donna. Sebbene si dimostri attratta da Noodles, Deborah si comporta nei suoi confronti come da bambina, con insensibilità e freddezza. Intanto, Noodles riprende l'attività con i soci e durante la rapina ad un commerciante di gioielli ha modo di rendersi conto che le regole sono cambiate, la malavita ha alzato il tiro ed il gioco si è fatto pericoloso. ![]() Con questo film, siamo abbastanza lontani dai personaggi della "trilogia del dollaro". Quelli erano delle maschere da palcoscenico, invece qui ci aggiriamo intorno alla dimensione del romanzo psicologico. Parallelamente, vediamo le componenti sado-masochiste presenti nel genere western evolvere in direzione di una libido omoerotica rimossa, che fa da sfondo all'intera vicenda di "C'era una volta in America". Non a caso, Carol e Deborah, entrambe le donne che Noodles riesce ad avere con la violenza, diventano le amanti di Max, mentre il figlio di Max e Deborah porta lo stesso nome di Noodles. ![]() A margine della vicenda, la profonda religiosità del misticismo erotico del "Cantico dei Cantici" si trasforma nella cinica parodia della piccola Deborah, che irride la devozione del giovane Noodles. Tuttavia, Leone è soprattutto un grande regista epico, un costruttore di miti, e si sa che i miti parlano in un linguaggio simbolico, riconducendo la realtà a stereotipi. Comments (1)
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